27 aprile 2013

Quando sarai grande?

La bicicletta blu e il sogno svanito

Una storia dei "favolosi anni Sessanta", una storia troppo ricca di dettagli per essere inventata, una storia dai contorni tragicomici questo romanzo di Eraldo Baldini, L'uomo nero e la bicicletta blu.
Gigi, un ragazzino di dieci anni, racconta la sua estate del 1963, quando all'età di dieci anni, non ancora arrivato al momento della prima masturbazione ma già pronto per un grande e appassionante amore, si accorge di essere diventato grande, un adulto, un uomo, suo malgrado.
Ci racconta quell'estate di passaggio fra le scuole elementari e la scuola media e insieme ci descrive i personaggi, strani e stravaganti, che popolano il suo paese di Bagnago: Carlino e la sua megaorchite, la Rospa e il suo decollo, il Puzzola, il "bolognese" Luciano, il Capitano, la Trignina con le sue fiabe che finivano sempre con l'arrivo dell'uomo nero che mangiava tutti e tanti altri sconclusionati che abitavano in quel paesino sperduto nella campagna romagnola. Per ognuno un aneddoto, una storia da ricordare, un fatto accaduto, un soprannome da dare. Fino a quei primi giorni di Ottobre, quando appena iniziata la scuola, accade il "fatto" che lo avrebbe trasformato in uomo per sempre, decretando la fine della gioventù e l'inizio del dramma, della vita vera e che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita.
Quello fu per lui il giorno che fece svoltare la sua vita che determinò il passaggio nel mondo degli adulti, dei seri, dei tristi.
Ognuno di noi ha subito questo passaggio, questo sconfinamento, o presto o tardi, basta solo fermarsi a pensare, a ricordare, a mettere a fuoco il nostro passato, il nostro presente, quello che eravamo e quello che siamo. 
Esiste anche per noi un fatto così straordinario e traumatico come è successo al Gigi del romanzo? Oppure ci siamo trovati grandi senza nemmeno accorgercene? Oppure siamo ancora nel mondo di Peter Pan, eterno ragazzino costretto a vivere tra passato fantastico e un futuro fiabesco?  
Non è assolutamente un esercizio semplice, qualcosa che possa essere determinato in un batter di ciglia, un paio di minuti e via. Richiede tempo ed esperienza, volontà e dedizione, autocritica e cinismo.
Ne avremo voglia? Ne saremo capaci? 
Buona lettura

Luca

Ventisette Aprile Duemilatredici


Nessun commento:

Posta un commento