24 dicembre 2013

Babbo Natale, la Befana e l'amore del mondo

Babbo Natale, la Befana e l'amore del mondo

- Sei grande figlio, ed è giusto che tu sappia tutta la verità -
- Dimmi papà - rispose sconcertato e curioso
- Babbo Natale non esiste -
- ... -
- Era sempre lo zio che si travestiva con la barba e con la balla dei regali, e tu non te ne sei mai accorto -
- Non è possibile - rispose tra le lacrime - ma lui è in debito con me... quella volta che mi ha regalato la macchina dei pompieri senza pile e ho dovuto aspettare tre giorni per vederla funzionare... e quella volta che ho chiesto Big Jim e mi ha portato l'allegro chirurgo... - le lacrime scendevano copiose dagli occhi lucidi e mortificati.
- No, non è possibile, stai scherzando vero?
- No, è la dannata verità -
- Sì, certo, e poi mi verrai a dire che non esiste nemmeno la Befana e che non è vero che a Natale ci vogliamo tutti più bene, vero? -
- E' così, è tutta un'invenzione dell'uomo, purtroppo. Mi sembrava giusto dirtelo, visto che hai appena compiuto cinquant'anni... ma devi promettermi che non lo dirai a nessuno dei tuoi figli -
Un abbraccio poderoso strinse per sempre quel tacito accordo.

18 dicembre 2013

Una cellula non vale l'altra

Una cellula non vale l'altra




Intimi dialoghi

(X):  -Ti ho aspettato per una vita!
(Y):  -Lo so... Come Penelope, vero?
(X):  -Proprio come lei...
(Y):  -Potevi dirmelo
(X):  -Quando?
(Y):  -Una vita fa, per esempio?
(X):  -Non sapevo di poterlo fare
(Y):  -....

Il brusio intorno  a loro non riusciva a impedire che i loro corpi si calamitassero ferocemente.

(X):  -Sarai stanco
(Y):  -Sì, c'era molto traffico stamani
(X):  -...
(Y):  -Ho guidato tutta la notte come un pazzo
(X):  -...
(Y):  -Sei molto bella
(X):  -Grazie, sei gentile
(Y):  -Ti ho cercata per una vita!
(X):  -Lo so, e ci sei riuscito

I loro corpi erano così vicini che gli occhi non riuscivano più a mettersi a fuoco
(Y):  -Pensavo di non farcela, sai?
(X):  -...
(Y):  -... 
(X):  -Ma ora sei qui
(Y):  -...
(X) : -...

Potevano sentire i loro fiati caldi uno sull'altro e le bocche erano così vicine 
che potevano unirsi senza alcun altro movimento

(Y):  -Be'... non dici niente?
(X):  -Cosa?
(Y):  -Entra, per esempio.
(X):  -Che stupida che sono, scusa... Vuoi entrare a prenderti qualcosa?

Le labbra gli si allargarono in un sorriso aperto e ottimista, gli occhi si chiusero.

(Y):  -Sì

E la vita iniziò.

Luca

La notte del 18 Dicembre 2013





15 dicembre 2013

Come nei filmi di Clarghebo

Come nei filmi di Clarghebo









Racconto 2° classificato 
8° Concorso Stefano Marello 2013

Questa la motivazione: 
Come secondo classificato abbiamo scelto 
"Come nei filmi di Clarghebo"
delicata storia di un amore, che ci ha rimandato, per certe caratteristiche, alle letture di Pavese e di Fenoglio. Un Pavese e un Fenoglio non drammatici ma picareschi


Chiunque sia interessato a leggerlo può riceverlo in formato telematico semplicemente inviando una richiesta al seguente indirizzo:

lucastudiovet@alice.it

10 dicembre 2013

Dieci minuti, solo dieci minuti!!!

Terapia d'urto


Ancora un romanzo, ancora una conferma, ancora un capolavoro di moderna letteratura.
Ebbene sì, lo confermo senza nessuna remora o possibili fraintendimenti: sono innamorato pazzo della Chiara. Dopo aver letto "Le luci nelle case degli altri", "Quattro etti d'amore, grazie", "Una vita sottile" mi sono disperatamente perduto con "Color lucciola".
Quest'ultima fatica poi, non è riuscita a farmi allungare la lettura oltre le quarantotto ore, comprese le notti per dormire e il lavoro.
Una trovata geniale della psicoterapeuta riesce a far superare alla paziente un empasse emozionale in cui era caduta dopo che il suo compagno l'aveva lasciata per telefono dopo quindici anni di convivenza.
La terapia è semplice quanto impegnativa: fare per dieci minuti al giorno per trenta giorni consecutivi cose mai fatte nella vita e sempre diverse.
Nel frequentare la palestra, cucinare pasticcini di dubbia qualità, rubare nei supermercati oppure organizzare meeting di tutti i suoi conoscenti la sera di Natale a casa sua, la protagonista Chiara, in un outing tenero e dolcissimo, prende coscienza della sua reale portata, delle sue capacità e dell'infinita umanità degli amici che la circondano. 
Il finale appare scontato a un primo approccio, ma il messaggio che lascia e il sorriso che appare stampato sulla faccia non dà adito a dubbi: un romanzo che fa riflettere.
Come per esempio quando affondando le mani nel sacco di terriccio prima della semina dell'insalata la Chiara si domanda "Quando fanno qualcosa per noi, gli altri ci consegnano o in realtà ci tolgono un'occasione? Non lo sappiamo noi che affidiamo quel qualcosa agli altri, non lo sanno gli altri che fanno quel qualcosa per noi."
Oppure quando ripensando agli inconsulti monologhi di una pazza clochard paragona la presenza-assenza del suo ex compagno a un animale dello zoo: "povero ippopotamo... o dentro o fuori, perchè se stai sulla porta mi blocchi il traffico."
Standing ovation, cara Chiara e di tutto rispetto.

Buona lettura

Luca

8 dicembre 2013

Valige e sogni dentro una mostra

Valige e sogni

Leggere questo libro è stato per me come entrare in una galleria fotografica, in un tunnel scavato nella coscienza e nella vita dell'autore e trovare appesi alle pareti una serie di dipinti minuziosamente illuminati.
Ogni dipinto rappresenta un momento particolare, un'esperienza, un sentimento, una fase della vita dell'uomo che si è voluto in questo modo rappresentare.
L'infanzia, gli amori, i tradimenti, il lavoro, le delusioni e le rivalse sono dipinte con una precisione e una dovizia di particolari degne di un grande maestro, sembrano chine architettoniche elaborate e concluse con pennellate di colori decisamente esaustive.
Assolutamente da leggere i capitoli "La valigia" e "Sogni": il primo per la totale simpatia, immedesimazione e tenerezza che mi ha suscitato, chi di noi non ha nei ricordi e nei pensieri un viaggio che non ha mai fatto, che vorrebbe continuamente fare ma che non riuscirà mai a realizzare e che molte volte cerca di rappresentarlo o iniziarlo?
Il secondo perchè l'autore immagina un dialogo con una persona a lui cara e non più vicina, una tristezza che ti pervade gli occhi e la mente annacquando e diluendo i sentimenti cattivi che ognuno si porta appresso.
Una frase maiuscola che mi ha paralizzato è proprio in questo capitolo:
"I sogni non sono quelli della notte, oppure le parentesi brevi di un sonno pomeridiano. I sogni sono costruzioni, coscienti e precise, castelli per nulla sospesi nell'aria. I sogni siamo noi. Se ai sogni credi, lotti perchè si avverino. Mettendo in conto una buona lista di illusioni e delusioni. Cenerentola che canta 'I sogni son desideri' mi è sempre stata sulle palle."  
Standing ovation.
Buona lettura

Luca 


2 dicembre 2013

Tre minuti




E' uscito finalmente l'ultima produzione dei The Ciacks

Il cortometraggio che segna definitivamente 

il passaggio tra il passato e il futuro...

Buona visione a tutti



30 novembre 2013

Un piacevole déjà vu



 
 

Un piacevole déjà vu

L'ultima fatica di Gianrico Carofiglio è una conferma a tutto tondo delle capacità letterarie di questo affermatissimo scrittore. 
La prima cosa che mi ha colpito è stata la doppia forma narrante: i capitoli sono infatti divisi e alternati in due diversi momenti storici. 
Nel primo il narrante descrive a noi lettori e allo stesso protagonista, uno scrittore in chiara difficoltà creativa, le sue azioni, i propri pensieri e le volontà del presente, cioè di quando la lettura di una notizia su un quotidiano lo costringe a prendere il treno che da Firenze lo riporta a Bari, sua terra natia. 
Dando del tu al protagonista, infatti, il narrante descrive al lettore, in maniera meticolosa e maniacale, ogni suo movimento.
Questi capitoli sono alternati però ad un secondo momento della sua vita: ai ricordi che questo scrittore rivive questa volta in prima persona. Sono ricordi d'infanzia, di adolescenza, ricordi scolastici e amicizie extra familiari. Rivive i primi amori, il primo bacio, le prime esperienze di giovane scapestrato. Ed è qui che mi fa rivivere i ricordi passati: l'occupazione della scuola, le musiche che ci assordavano e ci ubriacavano, i primi atti terroristici di cui sentivamo alla radio le gesta sgraziate  e inutili. Le corse col motorino, le prime scazzottate, i primi tentativi di renderci protagonisti di un mondo ingiusto e che avremmo voluto coraggiosamente cambiare. Potevamo farlo, forse.
Il protagonista, Enrico, vive il presente ripercorrendo le strade che aveva pestato in gioventù, ricordando per ogni via, negozio o piazza le avventure giovanili di ragazzo inferocito contro sè e contro tutti.
Le due rette, il presente e il passato vanno via via avvicinandosi verso il finale, forse atteso o solo sperato, che lascia in tutti noi lettori o forse solo al sottoscritto, un margine di ottimismo, di vitalità e di speranza. Anche la solitudine e la forzata condizione di single può esitare con pazienza verso un'esistenza di assoluta dignità.
Una frase, nelle prime pagine, mi ha colpito direttamente alla bocca dello stomaco e che l'autore usa per giustificare un suo precedente atteggiamento da struzzo nei confronti della fidanzata: "Hegel sostenne in modo categorico che i pianeti del sistema solare erano sei e non potevano essere più di sei. Quando seppe che anni prima un inglese aveva scoperto il settimo pianeta Urano reagì seccato con una frase diventata famosa: se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti."

Buona lettura

Luca

Trenta Novembre Duemilatredici 














 

25 novembre 2013

Gatti e gravidanze








Quando la tv non informa


Tratto da 'Il Giornale' del 21/11/21013

di  Oscar Grazioli


Aaaargghhh… Un altro mito che deflagra, nel museo della mia vecchia camera da letto Sulle pareti resistono i manifesti di Bogey, Marilyn, Syd (Barrett) Angelo Lombardi, Mariolino (Corso) e Moana (ebbene sì, giuro che l'ho amata non corrisposto purtroppo), mentre mi è toccato strappare la 10 x 13 di Luciano Onder che, pur relegata in un angolo un po' oscuro, faceva bella mostra di sé nel mio pantheon.












Da quando ho iniziato la professione di medico veterinario, la sua immagine rassicurante, mentre intervista i professoroni nello storico contenitore di Rai2 «Medicina 33», mi è stata accanto ogni giorno, un sereno conforto sui progressi della scienza medica. Bonario, pacato, sguardo pulito, voce accattivante, con quel tantino di saccente (lasciato disinvoltamente trasparire) di chi ha insegnato all'università. Lo ricordo, alla fine del TG, mentre chiede al cattedratico di turno una parola di ottimismo sulle novità terapeutiche all'orizzonte per la tale malattia.
Chiedo venia, non vorrei si cadesse in un equivoco. Luciano Onder è vivo e vegeto. È solo caduto dal piedistallo dove metto i miei miti, quando ieri l'altro, durante la trasmissione I fatti vostri, il vicedirettore di Rai2 si è avventurato a parlare di toxoplasmosi, una malattia molto discussa nei tempi antichi per la sua possibile interferenza con la gravidanza. Essa trova il suo naturale serbatoio nel gatto, magari in quello nero, messo al rogo da Torquemada quale «spirito» di Satana, assieme a eretici e streghe. Fatto sta che, durante la trasmissione il nostro storico (Onder è laureato in Storia Moderna) si trova davanti una ragazza che i parenti serpenti hanno messo in guardia perché possiede un gatto e un cane e intenderebbe anche possedere presto un bebè. «Che fare Dr. Onder per evitare questa toxoplasmosi che mi dicono pericolosa per il bambino e trasmessa da cani e gatti?». Il Nostro non ci pensa un secondo. «Se, fatto l'esame del sangue, lei dovesse risultare negativa, ovvero priva di anticorpi, dovrebbe preoccuparsi, come giustamente le hanno indicato e la cosa migliore sarebbe mettere in pensione il cane e il gatto, magari dalla sorella, dalla zia, o meglio dalla nonna (forse perché difficilmente potrebbe restare gravida ndr) per un periodo di 10-15 mesi almeno». Ohibò, mi son detto, stavolta Onder ha confuso la gestazione della donna con quella della balena. E sì che la ragazza, davanti a lui, era un fuscello, una taglia 38 direi.
Caro Onder, finora ho un po' scherzato, ma queste notizie da panico sono quelle contro cui mi sono battuto aspramente, assieme a centinaia di miei colleghi (che infatti in queste ore sono in rivolta sul web), con pediatri e ginecologi: ma oltre 30 anni fa! Qualcuno resiste ancora, ma oggi anche gli studenti di veterinaria del secondo anno, sanno che il cane non c'azzecca niente con la toxoplasmosi e che, per quanto riguarda il gatto di casa alimentato con cibi commerciali, basta usare guanti a perdere, cambiare la sabbietta tutti i giorni, perché il parassita non possa «sporulare» e diventare infettante, riducendo il rischio praticamente a zero.
Quanto a eventuali altre malattie trasmissibili da cani, gatti, conigli nani e compagnia bella alle donne in gravidanza, non saprei proprio cosa inventarmi, perché non ce ne sono, a meno di non andare alla ricerca di esotiche rarità. Più che opportuno invece il consiglio di evitare le carni crude o poco cotte come le verdure non accuratamente lavate e rilavate. Qui si annidano i pericoli non nel gatto nero porta sfiga.

21 novembre 2013

Oroscopi e prefissi

Il giallo dei prefissi

Dopo una lunga parentesi, torno di getto a scrivere due righe su questo romanzo poliziesco tutto italiano.
Una scrittura semplice ma efficace quella di Cassani, a tratti sofisticata e creativa e a tratti lineare, immediata, quasi vernacolare.
La trama è molto originale e i fatti, all'apparenza scollegati, si ricongiungono inaspettatamente legati da un filo sottile e con un finale per niente scontato.
La storia parte dall'uccisione di un vecchio partigiano, noto ai cittadini di Milano per le sue stravaganze e per la sua maledetta fissa di distruggere il Duomo e la Madonnina, rei, a suo dire, di tutte le malvagità e cattiverie della terra. Entreranno in scena poi altri personaggi riconducibili a vecchi accadimenti della seconda grande guerra e ad altri fatti successi negli anni seguenti a opera di organizzazioni segrete e di nostalgici nazional socialisti d'oltre cortina.
E faranno da cornice organizzazioni criminali più moderne, dedite allo spaccio, alla cementificazione e allo sfruttamento di manodopera clandestina e di braccati dalla sfortuna. 
Avranno spazio anche sudici manipolatori di mercati esteri e ignobili personaggi freddi e impassibili ai sogni degli adolescenti e alle loro aspettative
Il finale è aperto e lascia spazio alle varie supposizioni giornalistiche di cronaca criminale.
Due sono le originalità a mio avviso in questo romanzo.
La prima è la sapienza dello scrittore nel descrivere il personaggio dell'Ispettore Micuzzi, i suoi dialoghi e i suoi pensieri.
La seconda è quella di aver creato una sorta di oroscopo, non legato alla data di nascita, ma al prefisso del proprio cellulare. 
Mi spiego meglio.
Uomini col 348? Sono negativi, prepotenti e falsi, come le donne col 335, perfide e cattive.
"Meglio un sano 339 per gli uomini e un morbido 338 per le donne. Accettabile, ma con riserva per entrambi, il 329, ma lì si doveva indagare, farci due parole, indagare."
Vi state chiedendo del 333? Vi risponde Cassani.
"Gli individui col 333 sono individui divisi in due, scissi perfino: da una parte sono molto adulti, dall'altro molto infantili; da un lato hanno molto successo in amore, dall'altro non riescono mai a trovare quello che fa per loro e quando si innamorano per davvero è sempre della persona sbagliata e va a finire che ci stanno male come i cani..."

Ventuno Novembre Duemilatredici

Buona lettura

Luca

11 settembre 2013

Le rette parallele convergono più volte

Le rette parallele convergono più volte

Catherine Dunne è irlandese di nascita, dunque cocciuta e risoluta come un buon isolano che si rispetti.
Un romanzo insolito dallo stile particolare e dalla trama semplice ma coinvolgente. 
Anche la forma narrante è decisamente unica, scritta quasi come una lettera, uno sfogo, una liberazione. Il destinatario è proprio l'amica del titolo, l'amica a cui deve la sua maturazione, l'amica che le ha mostrato "il mondo", quella che le ha fatto assaggiare la vita, ma anche quella che le ha mostrato come è fatto il tradimento, che le ha mostrato di quale sostanza acida e corrosiva è fatta la menzogna e quanto può essere deprimente il silenzio e la fuga che l'accompagna.
Un romanzo breve, un racconto lungo che si legge nella breve pausa del caffè, mentre il lettore pensa a quanta della propria biografia narrino queste pagine.
Due rette parallele e decisamente diverse le vite di queste due ragazze, che loro malgrado si intersecano e si sovrappongono per alcuni bellissimi giorni. Si dividono poi, ritornando distanti ma non divergenti, così che alla fine si possano ritrovare ma per un solo punto di contatto. Quello decisivo per una; insignificante, forse, per l'altra.
Buona lettura

Catherine Dunne
La grande amica


Link correlato

http://www.youtube.com/watch?v=jXx_BFKyDJg

4 settembre 2013

Mettete fiori nei vostri cannoni... sì, ma quali?

Rosa rossa pegno d'amore

Una storia stravagante, ironica, provocatoria questo romanzo d'esordio di Vanessa Diffenbaugh.
Racconta la storia di Victoria, una bambina abbandonata il giorno della nascita, e delle sue avventure alla ricerca di una famiglia che riesca a sopportare le sue bizzarrie. 
Decine di famiglie accolgono questa giovane in inutili tentativi di adozione, ma chi per un motivo, chi per un altro, nessuno di loro porta a compimento ciò che si erano prefisso. Meredith, sua mentore accanita e assistente sociale burbera, riesce a trovarle un'ultima spiaggia, una single proprietaria terriera, viticoltrice e grandissima amante dei fiori. 
Questa, nell'anno e mezzo che rimarranno insieme, le trasmetterà la grande passione per i fiori e dei messaggi che possono comunicare.
Con la buganville comunichi passione, con la gardenia raffinatezza, con il gelsomino del Madagascar la felicità matrimoniale.
Assolutamente sorprendente poi l'accostamento della pianta del muschio all'amore materno, una pianta che non prevede radici, proprio come sono o dovrebbero essere i figli verso coloro che li hanno generati.
Un finale non scontato, ricco di colpi di scena, dove il perdono che da sempre accompagna l'amicizia e la fratellanza esulta e prorompe come un vulcano appena svegliato. Il suo fiore? Ma un Giacinto viola, naturalmente. 
Il link più adatto? La sedia di Lillà  Alberto Fortis, per trasmettere a tutti voi le "prime emozioni d'amore".
Buona lettura

P.S. L'autrice al suo primo romanzo ha scelto oculatamente una buona agenzia letteraria che dopo aver corretto, editato e impaginato ha letteralmente scatenato una vera e propria asta mondiale per case editrici.
Lo dico, questo, a beneficio di tutti gli aspiranti scrittori, che possano così chiedersi quale sia la reale natura dei successi letterari.

Quattro Settembre Duemilatredici 



http://www.youtube.com/watch?v=vmkQDANePMM


31 agosto 2013

L'altra metà che sappiamo di non conoscere

Due facce di una stessa medaglia

 Non sempre le storie finiscono male o a sorpresa e non sempre i romanzi hanno un finale bello e commovente. Questo di Perissinotto ha un finale amaro e dolce allo stesso tempo, che mette a proprio agio la tua vita col destino misterioso; un epilogo coscienzioso che ti reindirizza su un percorso giusto e agevole.
Guido, dirigente rampante di una multinazionale in odore di un deciso salto di livello, scopre per un caso folle di avere nascosto da qualche parte un gemello. Il tarlo inizia a roderlo nei suoi pensieri e nella quotidianità e lo porta a indagare come un navigato ispettore l'identità di questo personaggio.
Ma a volte è meglio non conoscere, non sapere e in alcuni casi far finta di niente piuttosto che arrivare a una verità che potrebbe minare certezze, vita abitudini e lavoro.
Guido però sente il richiamo del sangue, un'attrazione esasperante verso un passato che non riesce a ricordare, a mettere a fuoco con la lente della memoria.
La conoscenza delle sue origini metterà chiarezza nella sua vita e lo aiuterà a capire la vera direzione della sua esistenza.
Il passaggio sarà doloroso, lancinante, a tratti violento ma il risultato estremamente soddisfacente.
Alcuni passaggi: 
"Con Guido poi il destino era stato ancora più crudele. Per tutta la vita, lui non aveva fatto altro che assecondare il volere di suo padre Vittorio."  
"E' questa la colpa più grande di ogni padre, quella di costringere i figli a rendergli conto delle loro azioni"
"...prima che il cinema o la televisione si arrogassero il demiurgico privilegio di influenzare il passaggio della sabbia attraverso la strozzatura della clessidra, la letteratura era già capace di condensare un secolo in una frase e di prolungare per un intero poema un solo battito del cuore"
Di estrema efficacia poi l'iter narrativo e soprattutto l'incipit dove l'io narrante non è altro che un giornalista che mette sotto forma di romanzo l'intervista che un Guido rinato e trasformato gli rilascia all'inizio della sua seconda vita.

Buona lettura

Trentuno Agosto Duemilatredici



 http://www.youtube.com/watch?v=Ahha3Cqe_fk

23 agosto 2013



3 Minuti

Il nuovo cortometraggio dei "The Ciacks"

Scritto a quattro mani con Leonardo Taddei

Prossimamente su questi schermi





20 agosto 2013

21 luglio 2013

Facce della stessa moneta: gelosie che invecchiano

Facce della stessa moneta

Una storia folle di ordinaria quotidianità quella di Germano ed Emilio, figli di madri diverse ma di un unico padre: un pazzo volubile la cui esistenza è disseminata di amori e cotte, di figli e lacrime, di valige piene solo di saluti amari e inganni.
Un romanzo fuori dall'ordinario, fuori dal binario conosciuto dell'amore tra uomini e donne, una storia che si inerpica nel sentiero ripido e tortuoso dell'amore tra fratelli. Un amore a senso unico tra due persone che non hanno in comune solo il sangue, la metà del patrimonio genetico, ma anche la conduzione di vita, diversa tra loro ed esattamente opposta a quella del padre. Un figlio romano, che cambia donne come le camicie ma che con tutte si dichiara single per sempre, e uno milanese che trasferitosi negli USA sposa l'unica donna della sua vita e che non tradisce nemmeno col pensiero, divisi e uniti da sentimenti contrapposti: gelosia e amore tra di loro e verso un padre che non ha saputo amalgamarli a una vita d'unione.
Un finale brillante renderà giustizia dei loro sentimenti, del loro amore, delle loro reali aspettative.
In fondo sono esseri uguali, nella loro diversità anche fisica, solo che hanno dato risposte e voci diverse alle loro esperienze.
Un finale che esprime il coraggio per la verità dalla parte di chi ci sembrava più debole, e la reale debolezza del più abile a nasconderla dietro la forza e la determinazione.
In fondo il dialogo profondo e sincero rimane la nostra unica ancora di salvataggio, economica e liberatoria per una esistenza veramente coraggiosa.

Buona lettura
Luca 
Ventuno Luglio Duemilatredici